Disordini Cranio Cervico Mandibolari

Gnatologia NeuroMuscolare

disordini cranio cervico mandibolari (DISORDINI TEMPORO MANDIBOLARI TMD)  

I Disordini Cranio Cervico Mandibolari costituiscono un insieme di condizioni dolorose e/o disfunzionali di natura infiammatoria o degenerativa che interessano le articolazioni temporomandibolari, la muscolatura masticatoria e le strutture che con esse contraggono rapporti anatomo-funzionali. L'origine è multifattoriale, per sovrapposizione di  malocclusione, fenomeni biologici, psicologici e stili di vita predisponenti. 

I segni e sintomi più frequenti sono dolore mandibolare e cervicale, cefalea, movimenti mandibolari alterati e limitati, rumori articolari temporo mandibolari. La comparsa è acuta, con sintomi moderati che spesso evolvono positivamente anche in modo spontaneo; talvolta invece, si sviluppa una condizione cronica, con dolore persistente e sintomi fisici, comportamentali e psicologici.

L'approccio clinico raccomandato nelle Linee Guida emanate dal Ministero della Salute (Quaderno della Salute n.7 Gen-Feb 2011) e nelle Raccomandazioni Cliniche in Odontostomatologia - (Gennaio 2014) è centrato sull'anamnesi e sull'esame clinico dell'apparato masticatorio. "Di fondamentale importanza è la verifica della funzionalità occlusale tramite il rilievo delle guide occlusali ed eventuali interferenze dentali. Importante è la verifica della funzione della mobilità mandibolare con l’osservazione del tragitto di apertura e chiusura e la misurazione della capacità di apertura"

Gli approfondimenti diagnostici devono essere prescritti a giudizio del clinico e sono da effettuarsi solo nel caso in cui l'esito degli stessi possa comportare modifiche nell'approccio terapeutico. 

Nella maggior parte dei casi i disordini temporomandibolari sono trattati con un approccio conservativo. Solo per le alterazioni strutturali non reversibili e danni alle ATM che non rispondono alle terapie conservative possono essere valutate terapie invasive/chirurgiche.

EPIDEMILOGIA DCCM

I DCCM sono un significativo problema sociale che colpisce circa il 5-12% della popolazione mondiale costituendo il secondo problema muscolo-scheletrico più frequente dopo il mal di schiena. l DCCM sono più frequenti nelle donne (rapporto 4:1) con esordio prevalente tra i 20-40 anni. Nella maggioranza dei casi la comparsa dei sintomi è spontanea per perdita delle naturali capacità di adattamento o per il sopraggiungere di uno degli altri fattori cuasali, ma è frequente anche dopo traumi come da colpo di frusta o in conseguenza di manovre odontoiatriche che alterino la naturale occlusione dentale. 

Criteri diagnostici internazionali (DC-TMD)

L’analisi clinica dei sintomi è divisa in due assi. 

ASSE I prevede l’esame clinico delle articolazioni temporo mandibolari e dei muscoli masticatori e cervicali, la valutazione dell’ampiezza e delle caratteristiche dei movimenti mandibolari e l’auscultazione e la palpazione delle articolazioni temporo mandibolari. Dalla valutazione clinica i DCCM vengono ulteriormente distinti in due grandi divisioni patologiche: 1. pazienti con sofferenza neuromuscolare e vegetativa. 2. pazienti con sofferenza delle articolazioni temporo mandibolari.

ASSE II esamina invece l’impatto che la sintomatologia dolorosa e disfunzionale ha sulla qualità della vita e sulla psiche del paziente esaminato. 

La valutazione del paziente viene eseguita per mezzo di questionari al fine di raccogliere la storia anamnestica, scale per la valutazione del dolore e la limitazione funzionale del distretto orofacciale. Si distinguono i pazienti in base allo specifico tipo di alterazione o disfunzione in modo da identificare gli esami di approfondimento più utili al caso. I pazienti privi di segni patologici rilevabili all'esame clinico sono persone che hanno quadri clinici che coinvolgono maggiormente la sfera psicologica, con presenza o meno di specifici sintomi somatici. 

Esami di diagnostica per immagine sono utilizzati per determinare il grado di danneggiamento dei tessuti interni delle articolazioni temporo mandibolari (RMN) e dei capi ossei articolari (TC), oltre che per analizzare lo stato della dentatura e permettere l'analisi morfologica del cranio, necessaria a identificare fattori di rischio predisponenti i DCCM.

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PROCEDURE TERAPEUTICHE NEI DCCM

Sebbene vi siano numerose divergenze sulle procedure terapeutiche più appropriate, la ricerca di misure obiettive della disfunzione mandibolare e masticatoria rappresenta un valore aggiunto molto utile con tutte le procedure terapeutiche utilizzate.

kinesiografiaelettromiografiaelettrosonografia misurano il bilanciamento muscolare, i movimenti della mandibola e i rumori articolari in modo obiettivo; sono indicati per determinare il grado di coinvolgimento dell'occlusione dentale nel quadro clinico e indispensabili se si vuole documentare gli effetti terapeutici generati dalla terapia occlusale. 

Il ripristino dell'equilibrio neuromuscolare dell'apparato masticatorio è ottenuto in modo conservativo reversibile con bite Ortotico chiamato neuromuscolare per gli effetti positivi certificati sul sistema motorio mandibolare. L'uso continuato diurno e notturno dell'ortotico, specificamente disegnato per caratteristiche estetiche e rispetto della deglutizione e fonazione, permette nell'arco di alcuni mesi di stimolare il naturale processo di guarigione dei tessuti lesionati.

Il controllo completo dei sintomi è tuttavia subordinato al controllo anche degli altri fattori scatenanti.


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Dott. Andrea Gizdulich - Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Firenze n.1026
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