Elettromiografia mandibolare
L’elettromiografia di superficie (sEmg) rappresenta un mezzo di indagine indolore e NON INVASIVO della funzione muscolare dei muscoli masticatori e cervicali, molto utile nei DCCM.
Gli elettrodi cutanei registrano l’attività elettrica delle fibre muscolari sia in condizioni di riposo che di massima contrazione volontaria, permettendo di misurare lo stress posturale originato dalla mandibola. L’attività elettrica direttamente proporzionale a quella contrattile dei muscoli è influenzata dalla presenza di interferenze occlusali mediate dai recettori parodontali e dalla posizione spaziale della mandibola rispetto al cranio. Le analisi EMG sono utilizzate con metodo comparativo per verificare gli effetti di squilibrio muscolare associati ai DCCM e soprattutto identificare la capacità di riequilibrio della muscolatura in seguito alla terapia.
L’elettromiografia non è capace di identificare i muscoli dolenti e non può essere considerata un esame di accertamento del dolore che poi non avrebbe alcun scopo clinico.
L’analisi elettromiografica permette di identificare forme di patologie posturali discendenti e differenziarle da quelle ascendenti rendendo predicibile l’effetto della terapia con bite ortotico di riposizionamento mandibolare. Sono comunemente osservati i tempi di attivazione dei muscoli masticatori e la coordinazione durante le fasi di contrazione sia massimale che sottomassimale come durante lo studio della deglutizione.
L’elettromiografia di superficie è molto differente da quella ad ago usata in campo neurologico e non misura il grado di dolore muscolare presente clinicamente ma è un esame funzionale molto utile a verificare l’andamento della terapia nel tempo e la stabilità mandibolare.
Elettromiografia Normalizzata
L’elettromiografia di superficie normalizzata (sEMG normalizzata) dei muscoli masticatori rappresenta un’analisi strumentale fondamentale in gnatologia per valutare quantitativamente e in modo riproducibile l’attività neuromuscolare della mandibola. L’elettromiografia tradizionale misura l’attività elettrica in microvolt ($\mu\text{V}$), un valore che tuttavia risente fortemente di variabili individuali quali lo spessore del tessuto adiposo cutaneo, la resistenza dell’epidermide, la posizione degli elettrodi o l’impedenza del segnale. La normalizzazione del segnale risolve questi limiti trasformando i dati assoluti in valori percentuali rispetto a una contrazione di riferimento standardizzata.

Il Principio di Normalizzazione e la Prova di Calibrazione
Per rendere confrontabile l’attività muscolare tra individui diversi o nello stesso soggetto in tempi differenti, il protocollo prevede una prova di calibrazione iniziale:
- Massima Contrazione Volontaria (MVC) su Cotoni: Si fa serrare il paziente alla massima forza per 5 secondi interponendo due rulli di cotone tra i premolari e molari. I cotoni annullano le interferenze dovute a precontatti o alterazioni occlusali, consentendo ai muscoli di esprimere il loro massimo potenziale reclutamento neuromuscolare puro.
- Standardizzazione del Segnale: L’attività registrata durante il serramento sui denti naturali viene riparametrata ponendo al $100\%$ il valore espresso durante la prova sui cotoni. Questo processo trasforma il dato grezzo in una variabile adatta all’analisi comparativa.
Indici Elettromiografici di Equilibrio Occlusale
L’elaborazione algoritmica del segnale EMG normalizzato dei principali muscoli elevatori della mandibola (massetere e temporale anteriore di destra e sinistra) fornisce indici sintetici di simmetria e coordinazione:
- POC (Percent Overlapping Coefficient – Indice di Simmetria): Valuta l’equilibrio di contrazione tra la parte destra e la parte sinistra del corpo per ciascuna coppia di muscoli (POC Temporale e POC Massetere). In condizioni di simmetria fisiologica, il valore deve essere superiore all’$85\%$.
- BAR (Barycenter – Baricentro Occlusale): Determina se il baricentro della contrazione sia sbilanciato verso i settori anteriori (prevalenza dei muscoli temporali) o verso i settori posteriori (prevalenza dei muscoli masseteri). Un valore alterato indica uno spostamento del carico occlusale.
- TORS (Torque – Indice di Torsione Mandibolare): Misura la presenza di coppie di forze incrociate (es. temporale destro e massetere sinistro) che tendono a far ruotare o torsionare la mandibola sul piano orizzontale durante il serramento, potendo causare sovraccarico sulle ATM.
- IMPACT (Lavoro Neuromuscolare Totale): Rappresenta la somma dell’area integrata del segnale normalizzato e quantifica l’energia totale sviluppata dai muscoli masticatori durante la prova.
Analisi vettori muscolari



Si definisce un indice della simmetrica distribuzione dell’attività muscolare determinata dall’occlusione dentale. È correlato al grado di sovrapposizione delle curve di attivazione dei muscoli omologhi. I potenziali elettromiografici sono espressi come percentuale del massimo serramento volontario (MVC) su rulli di cotone e le curve di attivazione delle coppie di muscoli omologhi (Temporale DX e SX – Massetere DX e SX). Se ciascuna coppia di muscoli omologhi si contraesse in perfetta simmetria, il valore del POC sarebbe pari al 100%; in natura, per definizione, la perfetta simmetria non esiste, perciò si considerano nella norma valori di POC uguale o maggiore al valore dell’83%.
Report emg normalizzata

Quando i punti di contatto tendono a concentrarsi sui molari, i masseteri registrano una contrazione maggiore rispetto ai temporali corrispondenti (baricentro posteriore). Viceversa nella condizione occlusale in cui il baricentro si sposta nei settori antero-laterali, ovvero fino al primo-secondo premolare, i temporali esprimono forze di contrazione maggiori (baricentro anteriore). In questo caso vi è un sovraccarico bilaterale delle articolazioni che, con il passare del tempo, può portare a condizioni patologiche. Il valore BAR nella popolazione normale esprime sempre una prevalenza di attività della coppia di muscoli masseteri rispetto a quella dei temporali. Valuta l’atteggiamento di torsione della mandibola nel piano orizzontale quando questa va in occlusione con il mascellare superiore. Si ottiene dal confronto delle attività dei muscoli incrociati: in caso di prevalenza della coppia temporale di destra e massetere di sinistra si registra un momento torcente verso destra; in caso di prevalenza della coppia temporale di sinistra e massetere di destra si registra un momento torcente verso sinistra. Quando il valore dell’indice TORS è >90%, non si verificano momenti torcenti sulla mandibola. Al contrario se questo indice è inferiore al 90%, i muscoli tendono a far torcere la mandibola verso destra o verso sinistra a seconda che prevalga l’una o l’altra coppia muscolare, a causa della presenza di fulcri occlusali.
Il report finale sommatorio dei vari parametri rende un voto generale all’equilibrio funzionale della mandibola che dimostra molto bene se usato con tecnica comparativa l’efficacia del bite o di qualunque altro dispositivo terapeutico sulla muscolatura. Tale approccio è necessario per accertare che la componente occlusale sia equilibrata in modo soddisfacente.
Applicazioni Cliniche e Utilità Diagnostica
L’elettromiografia normalizzata trovi applicazione in diversi ambiti della pratica gnatologica ed odontoiatrica:
- Inquadramento dei Disturbi Temporomandibolari (TMD): Identificazione di asimmetrie contrattili, ipertoni di difesa o affaticamento muscolare precoce associati a sindrome miofasciale o incoordinazione condilo-discale.
- Verifica e Valutazione del Bite Interocclusale: Consente di verificare oggettivamente se una placca di svincolo o riposizionamento ripristini un equilibrio neuromuscolare simmetrico (POC $> 85\%$) e reduca la torsione prima di procedere con terapie definitive.
- Progettazione e Collaudo Protesico od Ortodontico: Permette di valutare l’impatto di un nuovo piano occlusale o di uno spostamento dentale prima del definitivo orientamento estetico e funzionale, garantendo che l’ingranaggio dentale sia in armonia con la funzione neuromuscolare.
