Disordini Cranio Cervico Mandibolari - Gnatologia NeuroMuscolare
Disordini Cranio Cervico Mandibolari
DCCM
Cause
Segni
Sintomi
ATM
RX 3D
Bruxismo
Tens
Diagnosi sEMG
Diagnosi CMS
Terapia
Dr. Gizdulich
Eziopatogenesi Sintomi DCCM
I
Disordini Cranio Cervico Mandibolari
sono causati da uno stress della muscolatura della testa e del collo conosciuto genericamente come Sindrome Miofasciale dei muscoli masticatori e cervicali. La Sindrome Miofasciale è così chiamata per il coinvolgimento dei muscoli scheletrici e delle fasce muscolari che sono tenuti in uno stato di tensione ad opera del Sistema Nervoso Centrale che usa i nostri muscoli per adattare i segmenti scheletrici alle più svariate esigenze funzionali. Ovviamente tale meccanismo di neuroregolazione non è specifico di questo apparato ma coinvolge tutta la
postura corporea
generando compensi di tutti i metameri, tuttavia l'importanza dell'apparato masticatorio sull'origine di questa malattia è dimostrato dall'enorme sensibilità nervosa raccolta da questo territorio dal nervo trigemino, dedicato a questo apparato.
IL DCCM si instaura negli anni a causa di un'aumentata richesta funzionale che porta alla formazione di aree di contrattura che assumono l'aspetto di piccoli noduli palpabili chiamate
punti trigger
(
TP
). I TP sono dolenti in modo discontinuo e sono capaci di generare un particolare tipo di dolore che non è infiammatorio e che per le sue caratteristiche prende il nome di
dolore riferito
. Il dolore viene infatti riferito in aree del corpo diverse e anche distanti dal punto di TP di origine dove spesso non c'è lesione dei tessuti e pertanto senza alcuna evidenza di malattia, simulando così un dolore psicogeno. La sitmoatologia dolorosa miofasciale divene pertanto difficilmente diagnosticabile e facilmente attribuibile a disturbi di ansia e stress oltre a generare
errori diagnostici
importanti.
Il dolore riferito prenderà poi nomi differenti in base alla sede di riferimento e determinarà
cefalea
se è presente alla testa,
cervicalgia
se è al collo, lombalgia alla schiena e
otalgia
se all'orecchio,
Nevralgia del trigemino
e mal di denti se percepito a livello di uno o più denti. L'intensità del dolore è variabile e talvolta si associa a sintomi del sistema nervoso vegetativo come vertigini e nausea. La sintomatologia della Sindrome Miofasciale dunque non è costante ma varia con l'attivazione di molti punti trigger, per la maggior parte del tempo latenti, che avviene sia spontaneamente che a seguito di stiramenti o traumi muscolari come nel caso dei
DCCM da colpo di frusta
. Fortunatamente il meccansimo con cui ciascun punto trigger genera il dolore nella propria area di riferimento è costante a tal punto da poter costruire una
mappa
completa del dolore riferito a seconda che il nodulo muscolare colpisca i diversi muscoli masticatori o cervicali.
La diagnosi clinica della sindrome miofasciale è volta a identificare i punti trigger con la palpazione muscolare che ne dimostra la presenza dentro bande muscolari palpabili riscontrabili alla
visita gnatologica
. La diagnosi gnatologica clinica e strumentale con
EMG
e
CMS
è volta a identificare il ruolo dell'occlusione dentale nella malattia mentre la terapia inizia con la
stimolazione TENS del nervo trigemino
per bilanciare il lavoro muscolare masticatorio e cervicale e con la cura ortopedica della mandibola con
ortotico neuromuscolare
che stimola la naturale guarigione dei muscoli lesionati
.
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