Disordini Cranio Cervico Mandibolari - Gnatologia NeuroMuscolare

Disordini Cranio Cervico Mandibolari

Eziopatogenesi Sintomi DCCM I Disordini Cranio Cervico Mandibolari sono causati da uno stress della muscolatura della testa e del collo conosciuto genericamente come Sindrome Miofasciale dei muscoli masticatori e cervicali. La Sindrome Miofasciale è così chiamata per il coinvolgimento dei muscoli scheletrici e delle fasce muscolari che sono tenuti in uno stato di tensione ad opera del Sistema Nervoso Centrale che usa i nostri muscoli per adattare i segmenti scheletrici alle più svariate esigenze funzionali. Ovviamente tale meccanismo di neuroregolazione non è specifico di questo apparato ma coinvolge tutta la postura corporea generando compensi di tutti i metameri, tuttavia l'importanza dell'apparato masticatorio sull'origine di questa malattia è dimostrato dall'enorme sensibilità nervosa raccolta da questo territorio dal nervo trigemino, dedicato a questo apparato.
IL DCCM si instaura negli anni a causa di un'aumentata richesta funzionale che porta alla formazione  di aree di contrattura che assumono l'aspetto di piccoli noduli palpabili chiamate punti trigger (TP). I TP sono dolenti in modo discontinuo e sono capaci di generare un particolare tipo di dolore che non è infiammatorio e che per le sue caratteristiche prende il nome di dolore riferito. Il dolore viene infatti riferito in aree del corpo diverse e anche distanti dal punto di TP di origine dove spesso non c'è lesione dei tessuti e pertanto senza alcuna evidenza di malattia, simulando così un dolore psicogeno. La sitmoatologia dolorosa miofasciale divene pertanto difficilmente diagnosticabile e facilmente attribuibile a disturbi di ansia e stress oltre a generare errori diagnostici importanti.
Il dolore riferito prenderà poi nomi differenti in base alla sede di riferimento e determinarà cefalea se è presente alla testa, cervicalgia se è al collo, lombalgia alla schiena e otalgia se all'orecchio, Nevralgia del trigemino e mal di denti se percepito a livello di uno o più denti. L'intensità del dolore è variabile e  talvolta si associa a sintomi del sistema nervoso vegetativo come vertigini e nausea. La sintomatologia della Sindrome Miofasciale dunque non è costante ma varia con l'attivazione di molti punti trigger, per la maggior parte del tempo latenti, che avviene sia spontaneamente che a seguito di stiramenti o traumi muscolari come nel caso dei DCCM da colpo di frusta. Fortunatamente il meccansimo con cui ciascun punto trigger genera il dolore nella propria area di riferimento è costante a tal punto da poter costruire una mappa completa del dolore riferito a seconda che il nodulo muscolare colpisca i diversi muscoli masticatori o cervicali.
Punti trigger
La diagnosi clinica della sindrome miofasciale è volta a identificare i punti trigger con la palpazione muscolare che ne dimostra la presenza dentro bande muscolari palpabili riscontrabili alla visita gnatologica.  La diagnosi gnatologica clinica e strumentale con EMG e CMS è volta a identificare il ruolo dell'occlusione dentale nella malattia mentre la terapia inizia con la stimolazione TENS del nervo trigemino per bilanciare il lavoro muscolare masticatorio e cervicale e con la cura ortopedica della mandibola con ortotico neuromuscolare che stimola la naturale guarigione dei muscoli lesionati.
Orecchio orecchio
Nevralgie orecchio
Vertigini orecchio
Cervicale orecchio
ATM orecchio
Cefalea orecchio
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