Disordini Cranio Cervico Mandibolari

Gnatologia NeuroMuscolare


Nella stragrande maggioranza dei casi di DCCM con sintomi e rumori articolari temporo mandibolari questi sono associati a problemi di malocclusione dentale in cui la mandibola subisce uno spostamento posteriore capace di generare un disaccoppiamento del condilo mandibolare con il proprio disco articolare, normalmente interposto tra condilo e osso temporale (vedi fisiologia ATM qui). Il sovraccarico delle articolazioni temporo mandibolari avviene anche per iperattività del muscolo pterigoideo esterno il cui capo superiore si inserisce direttamente al disco temporo mandibolare generando così una trazione anteriore e dediale sul disco mandibolare.

Le dislocazioni del disco articolare causano un caratteristico rumore in apertura quando il condilo mandibolare muovendosi in avanti incontra e spinge il disco fuorisuscito finchè questo non ritorna bruscamente nella posizione corretta sopra il condilo mandibolare, causando un rumore tipo vibrazione (click), tipicamente SENZA DOLORE PER ASSENZA DI INNERVAZIONE DEL DISCO ARTICOLARE. Il rumore è descritto come scroscio articolare, fruscio, scatto o scrocchio temporomandibolare per la differente percezione del rumore e la differente sede di dislocazione del menisco articolare.

La mancanza di dolore se non per episodi di infiammazione secondaria (artrite temporo mandibolare acuta reattiva) o dolenzia del muscolo pterigoideo esterno (dolore articolare miogeno) rende molto spesso questo sintomo trascurato anche per varii anni durante i quali la progressiva usura del disco articolare può portare ad una riduzione di intensità del rumore con falsa sensazione di guarigione. 

Nei casi di click articolare si devono valutare intensità del rumore e il momento in cui avviene la ricattura del disco che identificano la gravità della malattia e le possibilità di riparazione completa o di irreversibilità del danno.

Il click temporo-mandibolare se trascurato può progredire con la dislocazione irriducibile del disco o con il blocco articolare o con l'usura fino alla perforazione e all'insorgenza di artrosi temporo-mandibolare.

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CLASSIFICAZIONE DELLE DISLOCAZIONI DISCALI


In generale si identifica il click temporo mandibolare come la dislocazione anteriore del disco articolare rispetto al condilo mandibolare ma nella realtà sono identificate, con analisi RMN, 10 sottoclassi di dislocazioni possibili tra cui quella anteriore rappresenta solo il 25% del totale riscontrato.

Dislocazioni interne parziali o totali rappresentano un ostacolo maggiore al movimento e hanno maggiori possibilità di generare un blocco articolare.

Il rumore che le diverse dislocazioni generano è molto diverso e talvolta assente in alcuni movimenti mandibolari.

SONOGRAFIA ATM - ANALISI RUMORI ARTICOLARI 


L'analisi dei rumori sia in fase di apertura che di chiusura aiuta molto a identificare il tipo di dislocazione del disco temporo mandibolare. 

Il suono può essere misurato per intensità, frequenza e durata oltre che determinare in associazione alla kinesiografia il momento in cui compare.


KINESIOGRAFIA - ANALISI MOVIMENTO ARTICOLARE

 

L'analisi del movimento mandibolare può mettere in evidenza il momento in cui la mandibola subisce un piccolo o grande ostacolo al movimento a causa del click mandibolare.

A fianco è visualizzato il vero movimento mandibolare di un paziente con click della mandibola: durante la fase di apertura la mandibola è trattenuta dal lato colpito e si ricentra bruscamente solo dopo aver superato l'ostacolo. 

In fase di chiusura si osserva un ostacolo analogo generato questa volta dalla nuova fuoriuscita del disco articolare. Tanto più precocemente avviene la nuova dislocazione del disco tanto più grave è da considerare il problema temporo mandibolare.

TERAPIA DEL CLICK TEMPORO MANDIBOLARE

Il riposizionamento terapeutico conservativo del disco articolare può essere raggiunto con uno specifico tipo di bite ortotico capace di stabilizzare la posizione mandibolare più idonea e favorire la guarigione anatomica dei legamenti danneggiati.

Nel caso in cui la posizione del disco non sia più recuperabile con tecniche conservative è possibile associare interventi chirurgici di lavaggio interno dell'articolazione e lubrificazione (artocentesi) per favorire il riposizionamento e la riduzione dei fenomeni degenerativi se presenti.